Giovanni "Giano" Destri nasce a Cremona il 7 Giugno 1918. E' il penultimo di 11
figli, anche se solo 9 di essi raggiungeranno la maggiore età. I suoi genitori,
Abramo Destri e Ernesta Conca, originari della zona di Pizzighettone (CR), sono
una famiglia modesta, che possiede, in società con altri, un caseificio.
L'onestà ed il senso del dovere del padre Abramo non saranno ripagate dai soci e
questo creerà anche problemi economici alla famiglia. All'età di 3 anni Giovanni
si trasferisce con la famiglia a Piadena (CR), dove frequenterà le scuole
elementari, dimostrando presto le proprie capacità. Per potere proseguire gli
studi Giovanni deve frequentare il ginnasio associato al seminario.
Ottenute borse di studio grazie alle proprie capacità Giovanni frequenta il
Liceo Classico "Manin" a Cremona, completando con successo tale scuola. Insieme ad altri
compagni contribuisce a scrivere il libretto satirico "Il Poldario", ove vengono
narrate in forma caricaturale le involontarie battute di un docente di scienze naturali,
sicuramente competente ma assolutamente esilarante, soprannominato "Professor
Poldo".
Al termine del Liceo Giovanni riesce a frequentare l'Università di Pavia e, di
fronte al dilemma fra Fisica e Lettere sceglie queste ultime, laureandosi con
Lode nel 1941 in
Lettere Moderne. Pochi mesi dopo muore suo padre per una broncopolmonite
fulminante. All'inizio del 1942 viene chiamato alle armi, destinato alla scuola
ufficiali del Bersaglieri a Verona, dove gli verrà attribuito dai compagni
d'arme il soprannome di "Giano". Da qui parte per la seconda guerra mondiale,
prima in Dalmazia e poi nella terribile campagna di Sicilia, esperienza da lui
raccolta in un diario che molti anni dopo pubblicherà con il titolo "Isola
Amara".
Nei primi mesi del 1943 muore il fratello Guido, inviato in Russia per punizione
a causa del suo antifascismo, nonostante avesse già tre figli ed un quarto in
arrivo.
L'8 settembre Giano si trova a Verona presso il proprio battaglione di
Bersaglieri. Con diversi compagni riesce a sfuggire alle retate tedesche,
salvando anche diverse armi che saranno poi consegnate ai partigiani. In un
viaggio pericoloso riesce con alcuni dei compagni a riparare a Mantova e di qui
torna a casa a Piadena. Per provvedere alle necessità della famiglia riesce ad
ottenere un posto di lavoro come insegnante a Casalmaggiore. Viaggiando tra
Piadena e Casalmaggiore in bicicletta, fa anche da staffetta, trasferendo
messaggi che consentono alle formazioni partigiane presenti in incognito sul
territorio di coordinare le proprie attività.
Nell'aprile 1945 è fra gli organizzatori dell'insurrezione di Piadena. Dopo la
resa dei nazifascisti, a differenza di altri, si oppone decisamente alle
umiliazioni dei prigionieri, arrivando anche a litigare con altri capi
partigiani per questo motivo.
Dopo la guerra Giano
continua nel lavoro di insegnante presso le scuole di
Casalmaggiore. Nel 1948
conosce una collega di Casalmaggiore,
Matilde Sarzi Sartori, che
presto diviene la sua fidanzata e con cui si sposa nel 1952. Pochi anni dopo
nascono i figli Silvia e Claudio. Superato il concorso per entrare di ruolo
nella scuola, Giano insegna prima a Cremona, poi, dopo una parentesi di due anni
a Ventimiglia, al Liceo Scientifico "Marconi" di Parma, ove rimarrà fino al 1966. Nel 1957
muore improvvisamente sua madre.
Prosegue anche l'impegno civile, iniziando dal settore della sanità. Alla fine
degli anni '50 Giano è presidente delle Opere Pie decentrate e poi dell'Ospedale
di Casalmaggiore. Insieme al cognato,
Renzo Sarzi Sartori, e ad
altri cittadini di varia estrazione politica forma un gruppo di persone
impegnate per la "cosa pubblica", che portano allo sviluppo di varie opere
pubbliche in Casalmaggiore. A cavallo tra gli anni '60 e '70 Giano è consigliere
comunale mentre il cognato è vice sindaco. In una elezione politica Giano
risulta anche il primo dei non eletti per
la Camera nella circoscrizione
Cremona-Mantova.
Nel 1967, insieme alla moglie e ad un altro gruppo di insegnanti, dopo anni di
tenace impegno, Giano Destri riesce a portare alla fondazione del Ginnasio
Liceo Classico "Giovanni Romani", come completamento del Ginnasio da secoli presente a
Casalmaggiore, prima scuola superiore completa nella città e nucleo del futuro
Polo Scolastico Romani. La maggior parte della futura classe dirigente della città e
del territorio si formerà in tale scuola. Giano è nominato Preside della scuola
e sua moglie entra di ruolo come insegnante nella stessa scuola. Per i
successivi 20 anni la coppia dei Destri sarà un pilastro portante
dell'istituzione scolastica, riportando successi ed apprezzamento per le
indubbie capacità. Pochi anni dopo nasce il suo ultimo figlio, Giulio.
L'impegno di amministratore prosegue, di nuovo nel settore della sanità. Negli
anni '70 è vice presidente dal consorzio sanitario di zona e negli anni'80, dopo
essere andato in pensione prosegue a pieno ritmo il proprio impegno, dando un
contributo insostituibile alla fondazione dell'Ospedale Oglio Po, che avverrà
nel 1991.
In parallelo all'impegno di padre, di docente e di amministratore, Giano non
manca mai di trascurare la propria passione letteraria. Scrive alcune opere di
critica letteraria e partecipa anche al progetto, condotto dal Professor Denti
di Pavia, suo compagno di università, di creazione di una nuova antologia di
italiano per i licei. La morte improvvisa di Denti impedisce però che essa veda
la luce.
Solo negli anni '90 però, dopo la fine degli incarichi pubblici Giano
trova il tempo di "mettere ordine tra le proprie carte", scrivendo e pubblicando
3 raccolte di poesie e il diario di guerra sopra citato. Fino al 2002 la salute
lo sostiene pienamente, e riesce a partecipare alla vita pubblica e a coltivare
le proprie passioni, fra cui, non ultimo, l'orto. Nell'inverno 2002-2003
un'ernia discale manifestatasi improvvisamente gli provoca forti dolori ad una
gamba e mancanza di equilibrio, che continueranno a fasi alterne negli anni
seguenti. Due episodi di colpo di calore lo costringono a brevi soggiorni in
ospedale nel 2003 e 2005. Nell'estate 2007,
appena rientrato dalla montagna, apparentemente in buona salute, viene colpito da
una febbre improvvisa e fortissima, che in meno di 36 ore lo conduce alla morte
per collasso, il mattino del 21 agosto.